Archivi tag: vegan

Un salto a Firenze

Come molti di voi sanno, mi piace scrivere qualche indicazione per chi si reca in giro nel mondo; purtroppo, non ho la possibilità di viaggiare spesso, ma quando lo faccio svolgo accurate ricerche per non essere in difficoltà nel cercare un pranzo, una cena o una colazione, oppure per non perdermi alcune eccellenze nel nostro ambito culinario.

Scrivo due righe e qualche informazione anche su Firenze, in modo che, se qualcuno dovesse andarci, non partirà proprio da zero, come è successo a me.

Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa in generale e, nonostante mi sia imbattuta nella chiusura di alcuni locali vegani di cui avevo sentito parlare (Panino Vegano, Miso di Riso ecc.), sono ancora molte le possibilità a disposizione (e sono sicura di non aver certamente conosciuto il 100% delle offerte).

Dunque, mi concentrerò sul centro storico, perché è lì che sono stata e lì che spesso i turisti si trovano. La mia permanenza è stata brevissima, quindi ho testato personalmente ben poco (sigh!)

Cominciamo con i ristoranti veri e propri.

Il mio voto 10 va a LA RACCOLTA in via Leopardi 2r, in zona centro-est ad appena dieci minuti da Santa Croce.  Questo ristorantino ha un personale molto variegato, dalla signora con gli occhiali che consiglia gli acquisti bio, ai camerieri sempre sorridenti e disponibili, ai cuochi -alcuni di provenienza estera (e guardate, questo è un incredibile valore aggiunto) che mi hanno illustrato pazientemente alcuni piatti. Potete vedere chi sono sul loro sito.

Il ristorante si definisce “vegetariano”, ma quando ci sono stata tutto il menu era vegan. Ho avuto l’incredibile fortuna di capitare un giovedì sera in cui proponevano una sorta di all you can eat a circa 20€ (esclusi vino e dolce). Per runa come me, che ama qualità quanto quantità, è stato quasi un miraggio! Ho assaggiato pane fatto in casa, un orzetto caldo, riso rosso con verdure, burger con semi e zucca, involtini di radicchio, finocchi gratinati, vellutate di zucca e porri, insalata di puntarelle marinate, tortini con zucca al forno e cecina alle verdure, delle fantastiche salsine, una davvero sorprendente alla rapa rossa. Un plauso a delle patate al forno da standing ovation, non so chi sia l’autore ma sono fantastiche. Ho anche provato una cheesecake con composta ai frutti di bosco. E’ stato davvero un piacere poi, mangiare circondata da persone di ogni età.

Il ristorante propone anche colazioni, con cornetti biologici vegani artigianali, pause pranzo e naturalmente cene, oltre ad un negozietto bio fornitissimo, dove ho trovato le sottilette Vio life che trovate fotografate in fondo.

raccolta

www.laraccolta .it

Un altra proposta vegan è LE FATE, in via San Zanobi, vicino all’orto botanico in zona nord ovest. Purtroppo sono stata un po’ sfortunata e capitata a pranzo, quando il locale era vuoto, un po’ freddino e le proposte limitate. Per la cena hanno un menu astrale che sembra molto più convincente. Ho assaggiato cecina con broccoli, sformato di riso alle mandorle e radicchio, una sorta di cotoletta in straccetti con sugo al pomodoro, e una crema catalana al limone e cioccolato.m Il cameriere è stato molto gentile, il vino invece è da rivedere :O

le-fate

Altri ristoranti vegani (o vegetariani con molte opzioni vegan) sono:

  • Il VEGETARIANO, in via delle Ruote 30 (stessa zona del ristorante Le Fate)
  • DOLCE VEGAN, Via San Gallo (stessa zona del ristorante Le Fate), in cui non sono stata perché sta cambiando gestione.
  • CREPAPELLE, Via Giampaolo Orsini 55 (a sud est, circa a mezzora da Ponte Vecchio a piedi), che non ho scelto perché un po’ fuori mano, ma che mi sembra opportuno citare per la produzione di crepes vegane.
  • SILVANA FOOD PASSION (forse momentaneamente chiuso?)
  • GIUMELLA, Via Lorenzo di Credi 12, Vicino alla Stazione Campo di Marte.
  • BRAC, vegetariano vegan, Via dei Vagellai 18r (in centro, vicino agli Uffizi)

Ho poi voluto provare qualcosa di alternativo ed etnico, un ristorante libanese! Parlo della VALLE DEI CEDRI, in Borgo Santa Croce 11, proprio vicino alla Chiesa omonima e al centro. Oltre a prezzi modici, questo ristornate offre molte possibilità vegane tra cui un fantastico hummus di ceci, o accostato a fave, falafel con salsa, Babagannouge, ossia crema di melanzane , Foul, insalata di fave nere, diverse insalate senza yogurt, riso con lenticchie e Boulghur. La cameriera è stata molto gentile nello spiegarmi i diversi piatti e anche nel fare quattro chiacchier, l’atmosfera tipica vale la pena.

cedri

http://www.valledeicedri.com/menu.html

Per quanto riguarda lo street food, mi sento di consigliare le diverse focaccerie/forni tra cui quella in piazza San Marco e la fantastica FOCACCERIA ALL’ANTICO VINAIO: guardate, un vegano qui sembra abbia poco a che fare, e invece poi il personale è stato davvero incredibilmente cortese nell’assicurarsi che nella focaccia non ci fosse strutto o latte, e di riempirla con ogni ben di dio vegetale che avevano (5€, tutti gli ingredienti che si desiderano – nel mio caso, melanzane, zucchine grigliate, carciofini, pomodori, rucola, olio e.v.o.).

allantico-vinaio pugi

Passiamo alle colazioni. Fortunatamente in qualsiasi bar del centro ormai c’è latte di soia, spesso anche dei cornetti vegani, molti hanno il marchio VeganOk esposto. Ho provato per voi La pasticceria Gualtieri  che è anche gluten free, in Via Senese a 13 minuti da Palazzo Pitti dopo la porta romana, dove ho gustato un Maritozzo e un cappuccino, il bar Vivaldi per una colazione o merenda prima di affrontare la salita a piazzale Michelangelo, il bar Tre merli in zona Santa Croce e l’Oriental Café in Via della Condotta in centro, ma solo per fare alcuni esempi.

img_52201

Per finire, cosa mi sono comprata da portare a casa? Qualche prodotto che a Trento non si trova dal supermercato bio della Raccolta, focaccia e cioccolata fondente all’olio extra vergine d’oliva, prodotta a Firenze e acquistata nel market di lusso Pegna in centro.

acquisti

Che dire, molto molto molto meglio del vecchio Lampredotto! :)

 

Share Button

Malaga e Costa del Sol – cosa si trova di VEG

Piano piano mi sono decisa a scrivere questo benedetto articolo :)

Non pretendo di essere esaustiva, ma certamente, visitando queste zone, potrete avere qualche suggerimento in più sul cibo veg. Io ribadisco la mia opinione per cui OVUNQUE, con le dovute accortezze e informazioni e cercando di comunicare, si può mangiare vegano e restare anche fedeli ai prodotti tipici locali.

Il mio viaggio si è diviso principalmente tra Marbella e Malaga … alla faccia della corrida! a Malaga ci sono almeno 4 ristoranti vegetariani con opzioni veg :)

Marbella

el estrech

El Estrecho – mi sono “limitata a provare qualche tapas”, in particolare una en salata de pimiento asado (peperoni grigliati e insaporiti) e un salmorejo (cioè il gazpacho tipico della zona, ho specificato che fosse senza uova e carne perché di solito li mettono come decorazione)

collage2

Proprio vicino a dove dormivo, c’era un fantastico negozio di alimentari bio (con moltissime alternative vegan); come vedrete nella foto sotto, ho acquistato, tra le altre cose, del cioccolato e succo di cocco e di mandorla. Ho fotografato anche il contenitore del succo di cocco, perchè mi ha fatto troppo ridere! c’è scritto, in inglese “mai, mai e poi mai da concentrato – contiene potassio (non facciamo le cose a random!) – non è grasso (il che significa bikini friendly) ”  :smile:  Il negozio si chiama “BioNatura” e l’indirizzo esatto è: Felix Rodrí­guez de la Fuente. Edf. Berrocal, Marbella, Spain (vicino c’è anche un ristorante della catena di cucina thailandese PadThai con opzioni veg).

Come potrete constatare anche voi, esistono molti posti in cui lo spuntino per eccellenza è pane a cui si accompagna una salsa di pomodoro, olio extra vergine di oliva e sale. Costa pochissimo, è una cosa che li mangiano tutti ed è veg. Ci sono diversi tipi di pane, tra cui i bollitos (li vedete nella foto sotto). A Marbella li ho mangiati, per esempio, sulla via principale a La Ribera e anche a El Churros Paraquesol.

collage

A proposito di churros! Sono un dolce tipico fritto dalla forma allungata, che viene mangiato da solo o con la cioccolata calda. Dopo un po’ mi sono decisa a chiedere gli ingredienti: solo acqua e farina, eventualmente sale. Pensavo grondassero burro e uova e invece no… certo non sono la cosa più sana del mondo essendo fritti in olio, però non contengono derivati animali. Nulla vieta comunque di chiedere conferma :)

Nelle diverse taperie, cioè i ristoranti che fanno queste piccole porzioni a pochi € l’una, trovate diverse opzioni veg. fate attenzione però che in alcune può esserci yogurt e formaggio e non viene indicato. Alcuni esempi sono: guacamole (che conosciamo tutti, trovate anche la ricetta su questo sito), gazpacho (fondamentalmente una zuppa fredda di pomodoro, eventualmente con pane), pimientos asados (i peperoni grigliati appunto), champiniones ajilo (cioè funghi con aglio), patatas bravas (attenzione alle salse tipo maionese, le mettono sempre sopra!), patatas alioli ecc.

tapas

 Malaga

Qui ho SEMPRE mangiato in posti veg!

piano-1bis

El piano; è un grazioso ristorantino che fa anche take away, molto semplice con pochi tavolini. Mi ha servita una signora di una certa età disponibilissima. Ottimi dolci veg che rispettano la tradizione spagnola e diversi piatti, spesso cambiano di giorno in giorno, tutti VEGAN . Menu del giorno con gazpacho, 4 tapas a scelta, dolce e bibita a 10 €! decisamente conveniente! Il dolce era davvero ottimo (e lo sapete che io sono difficile con i dolci!): una sorta di tortino di carote e mandorle.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d2489546-Reviews-EL_Piano-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

dolce

Vegetarian El Calafate; quando ci sono stata era pieno con un uovo! però ho aspettato  e … ne è valsa la pena. La qualità è quella di un ristorante spagnolo standard: ho preso un gazpacho, dei tacos con riso, verdure e salsa piccante e un caffè macchiato con latte di soia (ehm, ecco per loro il macchiato  il nostro caffelatte, sappiatelo!) . Il coperto includeva anche del pane. Totale: poco meno di 13€ con la bibita! Le porzioni sono standard e non in modalità tapas, non ho preso il dolce perchè quel giorno erano finiti. Comunque super promosso! :)

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1746451-Reviews-Vegetarian_El_Calafate-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

 malaga-2bis

El Vegetariano de la Alcazabilla; come dice il nome, questo ritorantino è situato proprio sotto la Alcazaba e secondo me la cena nei tavolini esterni, soprattutto in estate è il top. Anche qui il prezzo è di poco superiore ai 10€ con la bibita e per me è stato un piatto con diversi assaggi vegan, molto sostanzioso e vario: dalle polpette di tofu alla paella vegana, dal mini spiedino di seitan aromatizzato, all’insalata mista cruda.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1755919-Reviews-El_Vegetariano_de_la_Alcazabilla-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andaluci.html

malaga3bis

Mercato di Malaga; mi sono alzata quasi all’alba per andarci … all’alba rispetto all’apertura degli altri posti naturalmente :) qui si trovano – oltre all’ottima frutta e verdura che gi´conosciamo- un sacco di frutti che da noi sono poco diffusi. Un esempio è la chirimoyas, ricca di vitamine A, B1, B2, C, proteine, potassio, calcio, ferro e fosforo e che, a quanto pare, risulta utile in caso di problemi cardiovascolari, ipertensione, colesterolo alto e anemia. Il sapore ricorda molto la vaniglia; a casa, tolti i semi, l’ho mangiata al naturale e anche frullata con qualche cucchiaino di cacao amaro! Ottima! Qui sotto la potete vedere appena comprata e anche preparata al cioccolato.

chiry

 

 

 

Share Button

La Cheesecake di Terry

"Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamento niente, sostituisce lo sguardo dell'essere umano." P. Coelho

Quando ho ospiti (o sono ospite), ho spesso idee e nuove spinte in cucina .. forse perchè pensare ai destinatari delle mie preparazioni è uno stimolo in più.

Per fare questa tortina basta poco: forse solo la fatica di cercare il tofu silk (ma ormai c’è quasi sempre nei negozi bio e a volte anche in quelli etnici) e la panna di soia da montare per dolci… per il resto, lo sciroppo di riso si può sostituire con quello di agave.

torta1

Ingredienti:

  • 100 gr. di biscotti secchi vegan (tipo grancereale); rende il sapore più interessante aggiungere alcuni frollini al cioccolato
  • 40 gr. di burro di cacao (sostituibile con un altro tipo di burro vegetale)
  • 2 cucchiaini di sciroppo di riso
  • 250 gr. di tofu vellutato (silken tofu)
  • 270 gr. di yogurt di soia bianco senza zucchero
  • 30 gr. di sciroppo di agave
  • 250 gr. di panna di soia da montare (per dolci, tendenzialmente è già zuccherata)
  • 40 gr. di cioccolato fondente

Cominciate tritando i biscotti fino a ridurli in polvere (o pezzettini molto piccoli), poi unite lo sciroppo di riso e il burro di cacao sciolto a bagno maria. Schiacciate questa specie di granella sul fondo dei coppapasta o della tortiera a cerniera (foderate con carta forno, in modo da rendere più agevole l’estrazione) e lasciate in frigo.

Frullate il tofu vellutato con lo yogurt e lo sciroppo di agave, poi incorporate questo composto con la panna già montata.

Fate sciogliere il cioccolato fondente e poi unitelo alla crema.

Infine, disponete il tutto sopra la base che avevate lasciato in frigo e, una volta livellato bene il composto, rimettete in frigo (o freezer se avete poco tempo; in questo caso ricordate di toglierla da lì in tempo per servirla in modo che non sia ghiacciata).

Servite con una spolverata di cacao amaro :)

Share Button

Cheesecake bigusto al cioccolato e yogurt

"Immortale è chi accetta l'istante". Cesare Pavese

La cheesecake -soprattutto quella vegan- è certamente più laboriosa e costosa rispetto ad altre torte. Oltre a richiedere particolare cura negli ingredienti, prevede anche una certa attenzione nella “posa” degli strati e nella decorazione.

Ecco perchè mi piace l’idea di crearne nuove versioni sempre più specifiche e elaborate. Questa, in particolare, riprende la frutta secca in tutti i suoi strati (nocciole nella base e nel primo strato, mandorle nell’ultimo) e cerca di mantenere una nota di freschezza con lo yogurt e la frutta fresca decorativa. Bene, dopo tutta questa pappardella, ne approfitto del mio compleanno tra pochi giorni  per pubblicarla e vado a spiegarvi come l’ho preparata :)

chessecake bigusto2

Premetto che le dosi sono per una tortiera di medie dimensioni (21 cm di diametro o poco più); questo perchè preparo più spesso le torte per la famiglia o per un ristretto gruppo e quindi preferisco limitare gli ingredienti … e gli sprechi!

Ingredienti:

per la base

  • 110 gr di biscotti secchi senza derivati animali, ormai se ne trovano ovunque di qualsiasi marca
  • 25 gr di nocciole
  • 40 gr di burro vegetale (o olio di semi, ma se fate questa scelta, aggiungetene poco alla volta e verificate la consistenza)

per lo strato al gianduia

  • 50 gr di cioccolato al gianduia senza latte (oppure di cioccolato fondente e nocciole)
  • 100 gr di panna vegetale, da montare per dolci
  • 55 gr di sciroppo d’agave
  • 180 gr di yogurt bianco di soia senza zucchero
  • 200 gr di tofu vellutato
  • 35 gr di maizena

per lo strato allo yogurt

  • 150 gr di yogurt di soia alle mandorle (io ne ho usato uno senza zucchero e con un ottimo gusto amaro alla mandorla; in alternativa potete usare uno yogurt bianco non zuccherato e aggiungervi delle mandorle tritate molto finemente)
  • 50 gr di sciroppo d’agave
  • 50 gr di panna di soia da montare per dolci
  • 15 gr di zucchero

Cominciate preparando la base: tritate nocciole e biscotti molto finemente, aggiungete il burro e amalgamate bene. Schiacciate il composto sulla base di una tortiera a cerniera, il cui fondo sarà stato coperto di carta forno. Se i posso dare un consiglio, cominciate con un cucchiaio, ma completate con le mani, che funzionano molto meglio per questo compito! A questo punto, livellate bene lo strato in modo che sia uniforme e mettete in freezer.

Passate al primo strato, tritando finemente il cioccolato al gianduia (o quello fondente più nocciole) e unitelo agli altri ingredienti, cioè panna, sciroppo d’agave, yogurt, tofu e maizena. Aiutatevi con un mixer in modo che sia uniforme e versatelo nella tortiera livellando bene. Mettete in frigo.

Per l’ultimo strato, stesso procedimento: amalgamate bene tutti gli ingredienti (yogurt, sciroppo, panna e zucchero) e versatelo nell tortiera livellando.

Accendete il forno a 180° e, quando ha raggiunto la temperatura, infornate per 20 minuti e poi per altri 20 abbassando a 160°.

Ho decorato con frutta di stagione (ribes rosso e bianco appena colto, pesche e fragoline) e con qualche foglia di menta e fiore del giardino. Come vedete qui sotto, si possono fare anche delle mini porzioni con l’aiuto di alcuni coppa pasta.

Buoni esperimenti in cucina! :)

Cheesecake mini

 

Share Button

Torta di Rose Veg!

"Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto." Thomas Jefferson

Alla fine ce l’ho fatta: probabilmente è ancora da migliorare, ma è una torta di rose vegana e cioccolatosa, come piace a me.

La versione tradizionale è un merito di mia mamma, che la faceva veramente spesso: adesso la faremo ancora, con qualche modifica  :smile:

Come vedete, non c’è margarina. La versione originale è molto burrosa, ma ho voluto evitare questo ingrediente, pur restando fedele al risultato, vediamo se vi piace!

Ingredienti:

  • 350 gr. di farina 1
  • 25 gr di lievito di birra fresco (quello in cubetti che si tiene in frigo)
  • 200 gr. di latte vegetale
  • 4 cucchiai di olio di semi di girasole
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • qualche pezzo di buccia di limone o arancia tritato
  • sale
  • ulteriore eventuale zucchero o sciroppo di riso
  • qualche cucchiaio abbondante di burro di cocco in stato semi-solido (non ancora sciolto ma morbido!)
  • 70 gr di cioccolata al gianduia con nocciole senza latte (oppure cioccolata fondente con qualche nocciola)

torta rose 2

Cominciate con lo scaldare leggermente il latte, in modo che sia tiepido ma NON troppo caldo e sciogliete lentamente con l’uso di una forchetta il lievito.

In una ciotola, pesate la farina e lo zucchero con la buccia tritata e mescolateli; poi aggiungete olio, sale, e il composto di latte.

Impastate finchè non risulta una palla: dovrà essere omogenea nell’aspetto, e non ci vorranno  più di due minuti. Sarà un pochino appiccicosa, va bene così!

A questo punto, coprite la ciotola con un panno e lasciate l’impasto a lievitare in un posto riparato per circa un’ora. Trascorso questo tempo, con l’aiuto di un po’ di farina, stendete la pasta formando un rettangolo con la base, rivolta verso di voi, più alta rispetto all’altezza.

Tritate la cioccolata molto finemente  cominciate a cospargere la striscia di burro di cocco; poi mettete anche la cioccolata e lo sciroppo di riso/dello zucchero di canna.

A questo punto, cominciate ad arrotolare una base del rettangolo verso l’altra, in modo molto delicato e facendo attenzione a non romperla. Foderate una tortiera a cerniera con della carta forno e cominciate a tagliare dei tronchetti. Per ogni tronchetto, chiudete uno dei lati sigillando con la pasta, in modo che non esca il ripieno.

Disponeteli nella tortiera e mettete di nuovo a lievitare un’ora.

Accendete il forno a 180° e, solo una volta che sarà caldo, inserite la torta e cuocetela per mezzora.

Una volta cotta, spolveratela di cacao e … assaggiate :)

Share Button

DAHL DI LENTICCHIE

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è. (Marcel Proust)

Ho sempre amato questa frase e mai come oggi mi sembra attuale.

Adoro la cucina etnica e, in particolar modo, quella indiana. Il dahl è una preparazione delle lenticchie sugosa e saporita, che dà il suo massimo solo con la qualità giusta di lenticchie (quelle rosse, che cuociono in poco tempo e senza ammollo, vi allego la foto sotto). Nonostante la mia ricetta non pretenda di assomigliare neanche lontanamente a quella che preparano nel mio ristorante indiano preferito, la condivido qui. Perché la diversità è tuttora il patrimonio più grande che abbiamo e quello che più spesso disprezziamo.

Ingredienti:

  • 100 gr di carota
  • 4 gr circa di zenzero fresco sbucciato (oppure un po’ di zenzero in polvere)
  • 10 gr di scalogno
  • brodo vegetale
  • lenticchie rosse secche (almeno 200gr) – inutile dirvi che le migliori le ho trovate in un negozietto pakistano di alimentari snobbato dalla maggior parte miei concittadini
  • curry indiano
  • curcuma
  • pepe nero
  • prezzemolo o coriandolo fresco
  • olio e.v.o.
  • sale

dahl

Tritate la carota, lo zenzero e lo scalogno molto finemente e saltatelo in padella per qualche minuto con un filo d’olio e un pizzico di sale; poi mettete da parte.

Fate bollire mezzo litro di brodo vegetale; a questo punto, versateci le lenticchie con le spezie e cuocete per circa 20 minuti a fiamma media e mescolando frequentemente. Se si dovesse asciugare troppo, aggiungete altro brodo.

Trascorso questo tempo, fate saltare il composto che avete ottenuto (e che non sarà troppo liquido) con il trito preparato in precedenza. Controllate che la cottura sia ultimata e servite con riso basmati in bianco (cercando di mantenere un po’ sugose le lenticchie), decorando con prezzemolo o coriandolo fresco tritato.

ps: attenzione a controllare bene la cottura, le lenticchie non devono diventare un purè … per quello ci inventiamo un’altra ricetta! :)

dahl 3

 

Share Button

Lasagnette semintegrali ai porri, patate e crema di noci

"Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto!... Lo so, adesso lei mi dirà:- Si impara sbagliando!"
 " No, quello che stavo  per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa quelle che funzionano meglio di tutte!"
 (da "Sapori e Dissapori")

Lanciamoci in questa nuova ricetta delle lasagne, il patto preferito di uno dei miei migliori amici. Dunque,  le lasagne le ho preparate in casa, ma sapete meglio di me che esistono vegan da comprare: la marca Ecor mi pare di buona qualità (se le devo comprare prendo queste, che sono secche). Tuttavia, le ho preparate in casa proprio perché hanno una buona componente di farina integrale. Cominciamo?

lasagne ppn 2

Ingredienti per le lasagne:

  • 100 gr di farina integrale
  • 220 di farina 0
  • 30 gr. di olio e.v.o.
  • 140 gr circa di acqua
  • sale

Ingredienti per la besciamella ai porri:

  • 4 porri
  • 1 litro di latte di soia senza zucchero
  • 70 gr di olio e.v.o.
  • 65-70 gr di farina 0
  • noce moscata
  • sale
  • pepe

Ingredienti per la crema alle noci:

  • 100 gr di noci sgusciate
  • 250 gr di yogurt di soia non zuccherato
  • un paio di cucchiai di panna di soia (facoltativo)
  • un cucchiaio di succo di limone
  • sale

Altri ingredienti:

  • 6 patate di media grandezza
  • lievito secco in scaglie o grana veg (=mandorle tritate e sale)

Per cominciare lessate le patate e i porri (questi vanno privati della parte esterna e di quella in cima che sono un pochino più dure e filamentose): come preferite, in pentola a pressione (mezzora per le patate e 5 minuti per i porri) o tradizionalmente bolliti. Poi pelate (se non l’avete ancora fatto) e tagliate a fettine sottili le patate.

Preparate la besciamella mescolando a crudo olio e farina e poi, sul fuoco, aggiungendo un po’ alla volta il latte e mescolando finché non si raggiunge una consistenza abbastanza densa (nb: anche se fosse un pochino liquida non fa nulla, perché con i porri si rassoda). Scolate e tritate con un mixer  i porri , che poi aggiungerete alla besciamella con noce moscata, sale e pepe. Mettete da parte.

Per preparare la pasta,basta mescolare farine, sale, olio e l’acqua (quest’ultima non tutta insieme, in modo da regolarvi con l’impasto): lavorate l’impasto almeno 5 minuti e poi lasciatelo riposare per mezzora… attenzione che non sia troppo secco!

A questo punto, tritate le noci in modo che ne risultino piccoli pezzettini ma non farina, e mescolate con lo yogurt, il sale, il limone e la panna. Mettete da parte (e assaggiate, è ultra buona!)

Stendete la pasta, con molta pazienza o con la macchina apposita (che io puntualmente non uso, perché risale a quando ancora non era stata scoperta la ruota credo!), create dei quadrati/rettangoli e bolliteli in acqua leggermente salata per alcuni minuti ciascuno. Aiutatevi con una schiumarola per scolarli e metteteli ad asciugare almeno qualche minuto.

Assemblaggio! In una pirofila stendete un velo di besciamella ai porri sulla parte inferiore e sui lati; proseguite con il primo strato di pasta, poi con uno di patate lessate e tagliate a fettine molto sottili e besciamella ai porri. Ripetete un altro strato identico, ma aggiungete anche la crema alle noci che avete  preparato. Poi concludete con altri strati di pasta, besciamella e patate finché non terminate gli ingredienti (o non riempite la pirofila).

Ricordate che in cima, per ultimo, va uno strato abbondante di besciamella, in modo che le lasagne non si secchino troppo e un velo di grana veg o lievito secco in scaglie per la crosticina. Cuocete per 30-40 minuti circa (attenzione che non bruci sopra) a 180°.

E’ un lavoro duro, ma qualcuno lo deve pur fare per poi mangiarselo! :)

 

Share Button