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Un salto a Firenze

Come molti di voi sanno, mi piace scrivere qualche indicazione per chi si reca in giro nel mondo; purtroppo, non ho la possibilità di viaggiare spesso, ma quando lo faccio svolgo accurate ricerche per non essere in difficoltà nel cercare un pranzo, una cena o una colazione, oppure per non perdermi alcune eccellenze nel nostro ambito culinario.

Scrivo due righe e qualche informazione anche su Firenze, in modo che, se qualcuno dovesse andarci, non partirà proprio da zero, come è successo a me.

Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa in generale e, nonostante mi sia imbattuta nella chiusura di alcuni locali vegani di cui avevo sentito parlare (Panino Vegano, Miso di Riso ecc.), sono ancora molte le possibilità a disposizione (e sono sicura di non aver certamente conosciuto il 100% delle offerte).

Dunque, mi concentrerò sul centro storico, perché è lì che sono stata e lì che spesso i turisti si trovano. La mia permanenza è stata brevissima, quindi ho testato personalmente ben poco (sigh!)

Cominciamo con i ristoranti veri e propri.

Il mio voto 10 va a LA RACCOLTA in via Leopardi 2r, in zona centro-est ad appena dieci minuti da Santa Croce.  Questo ristorantino ha un personale molto variegato, dalla signora con gli occhiali che consiglia gli acquisti bio, ai camerieri sempre sorridenti e disponibili, ai cuochi -alcuni di provenienza estera (e guardate, questo è un incredibile valore aggiunto) che mi hanno illustrato pazientemente alcuni piatti. Potete vedere chi sono sul loro sito.

Il ristorante si definisce “vegetariano”, ma quando ci sono stata tutto il menu era vegan. Ho avuto l’incredibile fortuna di capitare un giovedì sera in cui proponevano una sorta di all you can eat a circa 20€ (esclusi vino e dolce). Per runa come me, che ama qualità quanto quantità, è stato quasi un miraggio! Ho assaggiato pane fatto in casa, un orzetto caldo, riso rosso con verdure, burger con semi e zucca, involtini di radicchio, finocchi gratinati, vellutate di zucca e porri, insalata di puntarelle marinate, tortini con zucca al forno e cecina alle verdure, delle fantastiche salsine, una davvero sorprendente alla rapa rossa. Un plauso a delle patate al forno da standing ovation, non so chi sia l’autore ma sono fantastiche. Ho anche provato una cheesecake con composta ai frutti di bosco. E’ stato davvero un piacere poi, mangiare circondata da persone di ogni età.

Il ristorante propone anche colazioni, con cornetti biologici vegani artigianali, pause pranzo e naturalmente cene, oltre ad un negozietto bio fornitissimo, dove ho trovato le sottilette Vio life che trovate fotografate in fondo.

raccolta

www.laraccolta .it

Un altra proposta vegan è LE FATE, in via San Zanobi, vicino all’orto botanico in zona nord ovest. Purtroppo sono stata un po’ sfortunata e capitata a pranzo, quando il locale era vuoto, un po’ freddino e le proposte limitate. Per la cena hanno un menu astrale che sembra molto più convincente. Ho assaggiato cecina con broccoli, sformato di riso alle mandorle e radicchio, una sorta di cotoletta in straccetti con sugo al pomodoro, e una crema catalana al limone e cioccolato.m Il cameriere è stato molto gentile, il vino invece è da rivedere :O

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Altri ristoranti vegani (o vegetariani con molte opzioni vegan) sono:

  • Il VEGETARIANO, in via delle Ruote 30 (stessa zona del ristorante Le Fate)
  • DOLCE VEGAN, Via San Gallo (stessa zona del ristorante Le Fate), in cui non sono stata perché sta cambiando gestione.
  • CREPAPELLE, Via Giampaolo Orsini 55 (a sud est, circa a mezzora da Ponte Vecchio a piedi), che non ho scelto perché un po’ fuori mano, ma che mi sembra opportuno citare per la produzione di crepes vegane.
  • SILVANA FOOD PASSION (forse momentaneamente chiuso?)
  • GIUMELLA, Via Lorenzo di Credi 12, Vicino alla Stazione Campo di Marte.
  • BRAC, vegetariano vegan, Via dei Vagellai 18r (in centro, vicino agli Uffizi)

Ho poi voluto provare qualcosa di alternativo ed etnico, un ristorante libanese! Parlo della VALLE DEI CEDRI, in Borgo Santa Croce 11, proprio vicino alla Chiesa omonima e al centro. Oltre a prezzi modici, questo ristornate offre molte possibilità vegane tra cui un fantastico hummus di ceci, o accostato a fave, falafel con salsa, Babagannouge, ossia crema di melanzane , Foul, insalata di fave nere, diverse insalate senza yogurt, riso con lenticchie e Boulghur. La cameriera è stata molto gentile nello spiegarmi i diversi piatti e anche nel fare quattro chiacchier, l’atmosfera tipica vale la pena.

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http://www.valledeicedri.com/menu.html

Per quanto riguarda lo street food, mi sento di consigliare le diverse focaccerie/forni tra cui quella in piazza San Marco e la fantastica FOCACCERIA ALL’ANTICO VINAIO: guardate, un vegano qui sembra abbia poco a che fare, e invece poi il personale è stato davvero incredibilmente cortese nell’assicurarsi che nella focaccia non ci fosse strutto o latte, e di riempirla con ogni ben di dio vegetale che avevano (5€, tutti gli ingredienti che si desiderano – nel mio caso, melanzane, zucchine grigliate, carciofini, pomodori, rucola, olio e.v.o.).

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Passiamo alle colazioni. Fortunatamente in qualsiasi bar del centro ormai c’è latte di soia, spesso anche dei cornetti vegani, molti hanno il marchio VeganOk esposto. Ho provato per voi La pasticceria Gualtieri  che è anche gluten free, in Via Senese a 13 minuti da Palazzo Pitti dopo la porta romana, dove ho gustato un Maritozzo e un cappuccino, il bar Vivaldi per una colazione o merenda prima di affrontare la salita a piazzale Michelangelo, il bar Tre merli in zona Santa Croce e l’Oriental Café in Via della Condotta in centro, ma solo per fare alcuni esempi.

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Per finire, cosa mi sono comprata da portare a casa? Qualche prodotto che a Trento non si trova dal supermercato bio della Raccolta, focaccia e cioccolata fondente all’olio extra vergine d’oliva, prodotta a Firenze e acquistata nel market di lusso Pegna in centro.

acquisti

Che dire, molto molto molto meglio del vecchio Lampredotto! :)

 

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Malaga e Costa del Sol – cosa si trova di VEG

Piano piano mi sono decisa a scrivere questo benedetto articolo :)

Non pretendo di essere esaustiva, ma certamente, visitando queste zone, potrete avere qualche suggerimento in più sul cibo veg. Io ribadisco la mia opinione per cui OVUNQUE, con le dovute accortezze e informazioni e cercando di comunicare, si può mangiare vegano e restare anche fedeli ai prodotti tipici locali.

Il mio viaggio si è diviso principalmente tra Marbella e Malaga … alla faccia della corrida! a Malaga ci sono almeno 4 ristoranti vegetariani con opzioni veg :)

Marbella

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El Estrecho – mi sono “limitata a provare qualche tapas”, in particolare una en salata de pimiento asado (peperoni grigliati e insaporiti) e un salmorejo (cioè il gazpacho tipico della zona, ho specificato che fosse senza uova e carne perché di solito li mettono come decorazione)

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Proprio vicino a dove dormivo, c’era un fantastico negozio di alimentari bio (con moltissime alternative vegan); come vedrete nella foto sotto, ho acquistato, tra le altre cose, del cioccolato e succo di cocco e di mandorla. Ho fotografato anche il contenitore del succo di cocco, perchè mi ha fatto troppo ridere! c’è scritto, in inglese “mai, mai e poi mai da concentrato – contiene potassio (non facciamo le cose a random!) – non è grasso (il che significa bikini friendly) ”  :smile:  Il negozio si chiama “BioNatura” e l’indirizzo esatto è: Felix Rodrí­guez de la Fuente. Edf. Berrocal, Marbella, Spain (vicino c’è anche un ristorante della catena di cucina thailandese PadThai con opzioni veg).

Come potrete constatare anche voi, esistono molti posti in cui lo spuntino per eccellenza è pane a cui si accompagna una salsa di pomodoro, olio extra vergine di oliva e sale. Costa pochissimo, è una cosa che li mangiano tutti ed è veg. Ci sono diversi tipi di pane, tra cui i bollitos (li vedete nella foto sotto). A Marbella li ho mangiati, per esempio, sulla via principale a La Ribera e anche a El Churros Paraquesol.

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A proposito di churros! Sono un dolce tipico fritto dalla forma allungata, che viene mangiato da solo o con la cioccolata calda. Dopo un po’ mi sono decisa a chiedere gli ingredienti: solo acqua e farina, eventualmente sale. Pensavo grondassero burro e uova e invece no… certo non sono la cosa più sana del mondo essendo fritti in olio, però non contengono derivati animali. Nulla vieta comunque di chiedere conferma :)

Nelle diverse taperie, cioè i ristoranti che fanno queste piccole porzioni a pochi € l’una, trovate diverse opzioni veg. fate attenzione però che in alcune può esserci yogurt e formaggio e non viene indicato. Alcuni esempi sono: guacamole (che conosciamo tutti, trovate anche la ricetta su questo sito), gazpacho (fondamentalmente una zuppa fredda di pomodoro, eventualmente con pane), pimientos asados (i peperoni grigliati appunto), champiniones ajilo (cioè funghi con aglio), patatas bravas (attenzione alle salse tipo maionese, le mettono sempre sopra!), patatas alioli ecc.

tapas

 Malaga

Qui ho SEMPRE mangiato in posti veg!

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El piano; è un grazioso ristorantino che fa anche take away, molto semplice con pochi tavolini. Mi ha servita una signora di una certa età disponibilissima. Ottimi dolci veg che rispettano la tradizione spagnola e diversi piatti, spesso cambiano di giorno in giorno, tutti VEGAN . Menu del giorno con gazpacho, 4 tapas a scelta, dolce e bibita a 10 €! decisamente conveniente! Il dolce era davvero ottimo (e lo sapete che io sono difficile con i dolci!): una sorta di tortino di carote e mandorle.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d2489546-Reviews-EL_Piano-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

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Vegetarian El Calafate; quando ci sono stata era pieno con un uovo! però ho aspettato  e … ne è valsa la pena. La qualità è quella di un ristorante spagnolo standard: ho preso un gazpacho, dei tacos con riso, verdure e salsa piccante e un caffè macchiato con latte di soia (ehm, ecco per loro il macchiato  il nostro caffelatte, sappiatelo!) . Il coperto includeva anche del pane. Totale: poco meno di 13€ con la bibita! Le porzioni sono standard e non in modalità tapas, non ho preso il dolce perchè quel giorno erano finiti. Comunque super promosso! :)

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1746451-Reviews-Vegetarian_El_Calafate-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

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El Vegetariano de la Alcazabilla; come dice il nome, questo ritorantino è situato proprio sotto la Alcazaba e secondo me la cena nei tavolini esterni, soprattutto in estate è il top. Anche qui il prezzo è di poco superiore ai 10€ con la bibita e per me è stato un piatto con diversi assaggi vegan, molto sostanzioso e vario: dalle polpette di tofu alla paella vegana, dal mini spiedino di seitan aromatizzato, all’insalata mista cruda.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1755919-Reviews-El_Vegetariano_de_la_Alcazabilla-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andaluci.html

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Mercato di Malaga; mi sono alzata quasi all’alba per andarci … all’alba rispetto all’apertura degli altri posti naturalmente :) qui si trovano – oltre all’ottima frutta e verdura che gi´conosciamo- un sacco di frutti che da noi sono poco diffusi. Un esempio è la chirimoyas, ricca di vitamine A, B1, B2, C, proteine, potassio, calcio, ferro e fosforo e che, a quanto pare, risulta utile in caso di problemi cardiovascolari, ipertensione, colesterolo alto e anemia. Il sapore ricorda molto la vaniglia; a casa, tolti i semi, l’ho mangiata al naturale e anche frullata con qualche cucchiaino di cacao amaro! Ottima! Qui sotto la potete vedere appena comprata e anche preparata al cioccolato.

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Un week end a Ferrara: come sopravvive un vegano in Emilia Romagna :)

Il titolo del post è volutamente provocatorio: ormai -per fortuna- chiunque mangi veg, riesce a farcela praticamente ovunque. Volevo però raccontarvi le mie avventure (in termini di cibo) nei due brevi giorni in cui sono stata a trovare un’amica.

Durante la prima serata, ho avuto la possibilità di mangiare in un “all you can eat” a buffet vegano. Era dai tempi in cui sono stata in Svezia (2012) che non riuscivo a trovare un’opzione del genere… che per una mangiona come me è assolutamente conveniente! In altre parole, prezzo fisso e mangi quanto vuoi, bevande e dolci esclusi. Il posto in questione è “La Trattoria Vegana“, un delizioso spazio tutto decorato, in stile vecchia trattoria appunto. Purtroppo la qualità delle foto del cibo è un po’ bassina, perché ho usato il cellulare…  talvolta fare foto con la reflex in ristorantini tranquilli e intimi mi sembra risulti un po’ da pazza stalker :) Questi sono solo due dei piatti che che ci siamo riempite la mia amica ed io. Beh… cosa dire! C’era di tutto e di più! E, per buona pace dei combattenti contro seitan, tofu ecc, un uso molto limitato di questi ingredienti.

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Potete vedere, ad esempio, un’ottima zucca marinata (che io personalmente adoro!), carote, finocchi al curry, cipolline borettane agli aromi, cous cous alle verdure, riso basmati, pomodori ripieni …. Davvero un’ampia scelta e assolutamente libera!

Ho trascorso la restante parte della serata (e nottata!) al famoso festival dei Buskers, cioè gli artisti di strada. Un’esperienza davvero unica, che non c’entra molto con il cibo, ma che qualche foto la merita ugualmente  :smile

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Il giorno seguente, abbiamo deciso di passarlo al mare, in particolare al Lido delle Nazioni; non lo sapevo fino a quel giorno, ma oltre al regno della piadina è anche il trionfo del fritto e del colesterolo (ahahha!). Ecco … la piadina appunto. Pareva quasi una cosa blasfema chiedere una piadina vegana … e invece, ci fermiamo in un posto a caso ed eccola qui! La potete vedere anche in foto nelle “Speciali”, al farro e con le verdure. Certo, un po’ costosetta in confronto alle altre, ma direi che siamo sulla buona strada. C’è ancora qualche conservatore fedele allo strutto, ma anche compagnie più grandi come “Piadina Ciliegina” offrono l’alternativa; addirittura, prenotando, c’è anche la possibilità di portarsi via le dieci piadine artigianali al farro e senza strutto da preparare a casa.

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Marocco Veg :)

Come ho già fatto per Malta e per Istanbul, scrivo due righe anche sul mio ultimo viaggio in Marocco; ovviamente il post non vuole pretendere di essere una guida esaustiva (anche perché questa nazione è molto grande e io ho visitato solo alcune città nella parte centrale), ma tratterà solo di quanto ci può interessare in questa sede, cibo in primis  :smile: . Troverete anche una sezione dedicata ai cibi tipici e una alle recensioni su alcuni ristoranti in cui sono stata. In altre parole, spero di rendere la vita un po’ più semplice a chi vorrebbe mantenere le proprie abitudini alimentari durante un viaggio di questo tipo, senza “sbattersi” eccessivamente  :smile:

Consiglio di cliccare sulle foto, così potrete vederle più grandi :D )

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Marocco….  Marocco vegan: ecco suona già un po’ più strano! Eppure, per i più scettici, eccomi qua, sopravvissuta anche a questa avventura. E leggermente ingrassata. Forse è la prova che non tutto è come sembra? Andiamo con ordine.

Il mio viaggio è cominciato con una buona fase informativa: cosa si mangia, cosa c’è dentro, come è fatto. Non lasciatevi scoraggiare dalla diversità del paese in cui andrete: pochi click, un giro in biblioteca e avrete già il nome di svariati cibi vegan. Le informazioni si possono trovare su libri o guide un minimo serie e pratiche simil Lonely Planet, ma anche–idea decisamente migliore- chiedendo a chi viene da quel paese e vive qui, in Italia. Perciò, in primis, ringrazierei alcuni amici e amiche marocchini senza i consigli dei quali, non solo sarei stata quasi una sprovveduta, ma avrei anche perso un sacco di esperienze formidabili e la spiegazione di numerose usanze.

Marocco per me ha sicuramente voluto dire “mercato”. Potrei stare ore a parlare del souq di Marrakech in cui si trova letteralmente di tutto, ma cercherò di attenermi al tema :D Cominciamo dal carinissimo quanto caotico mini mercato di Rabat. Ve la faccio breve: un decina di pesche + un sacchetto di albicocche + uno di prugne + 7-8 pomodori di medie dimensioni + mezzo litro d’olio + due succhi di frutta + mezzo chilo di olive abbondante = 7 euro. Vicinissimo al centro e alla medina, questo mercato coperto è piccolo, ma offre il meglio a prezzi vantaggiosi.

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Sì, in Marocco ho assistito al trionfo della verdura, ma soprattutto della frutta. Se avessi ascoltato chi sostiene che mangiare prodotti non cotti nei paesi “esotici” fa male, sarei morta di fame e mi sarei privata di vere scorpacciate di prodotti freschissimi. Durante la mia permanenza, non ho mai visto un avocado verde come nei nostri supermercati: forse perché lì vengono venduti quando sono realmente maturi al punto giusto e molto scuri. Papaya, mango, fichi d’india a non finire, pesche squisite e via dicendo. Da quanto ho visto, solo le mele vengono importate (dal Trentino, per l’esattezza <3 ).

Un particolare che mi ha lasciata incredibilmente soddisfatta, è stata la spremuta: che sia di arancia, di pompelmo, di limone o un mix di frutta, la si trova praticamente ovunque, e molto più facilmente di qualsiasi altra bevanda (vedi coca cola e simili) diffusa qui in Italia. Per la cronaca, un bel bicchierone di succo d’arancia spremuto al momento nella piazza principale di Marrakech vi costerà 30 dirham (30 centesimi di euro circa!): andatelo a proporre nel vostro bar di fiducia (viaggiamo circa a 10 volte lo stesso prezzo. Se va bene). In alternativa, in qualsiasi negozietto si trovano ottimi succhi di frutta confezionati, anche di gusti più “tropicali”a cui noi non siamo abituati.

Datteri, mandorle, noci e noccioline (ma in generale, la frutta secca)sono prodotti diffusissimi, venduti a poco (io ho fatto una bella scorta di anacardi al naturale, che qui costano davvero troppo).Lo stesso vale per lo zenzero, che per la prima volta non mi ha dato quel senso di “seccume” che traspare dai banchi frigo al supermercato. Un’esperienza da fare è certamente quella del the alla menta. Se non alloggiate in un riad (una sorta di bed and breakfast tipico) dove non mancano mai di offrirlo, potrete gustarlo in un bar o locale qualsiasi. Non si capisce perché, anche se è bollente, lo si beve incredibilmente volentieri con 45 gradi e il sole cocente. Scoprirete che c’è tutto un rituale complicato di filtrazioni varie e mescolamenti perché venga davvero perfetto!

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La spezia più usata è il cumino; ma le erboristerie o i venditori hanno qualsiasi cosa. Perciò, se meditate di fare scorta di curcuma, curry e via dicendo, non lesinate! Non dimenticate di assaggiare il pane! alcuni tipi possono contenere latte o burro, perciò chiedete; certi, come questo qui sotto, sono molto economici e davvero ottimi! panini marocco

I piatti più diffusi che ho potuto gustare sono senza dubbio il cous cous alle 7 verdure ( vedrò di proporre la ricetta tra quelle del sito!) e il tajine di verdure: quest’ultimo è stato preparato dal gestore del riad in cui alloggiavo gli ultimi giorni proprio al mio compleanno. Ho avuto una pentola tutta per me    :smile:   :smile:

RAPIDO VOCABOLARIO DEL VEG VIAGGIATORE GOLOSO in MAROCCO ;) [non che sia sempre necessario, in quanto molti menu hanno la traduzione francese, ma saper dire qualche parola nella lingua locale semplifica le cose e fa apparire simpatici)

  • Khubz = pane simile alla pita
  • Harissa = paté estremamente piccante fatto con aglio e peperoncino (di solito è anche piuttosto salato, ma una delle cose da provare e magari portarsi a casa)
  • Orange a la cannelle = dolce tipico -assolutamente veg- costituito da fette d’arancia con cannella e acqua di fiori d’arancio
  • Harira = zuppa di lenticchie, ceci ecc (accertatevi sia preparata senza agnello)
  • Mqalli = spezie miste con zafferano, olio e zenzero
  • Msharmal = spezie miste con zafferano, zenzero e peperoncino
  • Tahina = ormai dovremmo conoscerla tutti, è la famosa crema ottenuta tritando i semi di sesamo che si può utilizzare per preparare l’hummus
  • Zataar = cumino con semi di sesamo tostati
  • Ahwa = caffé
  • The b’nana = the alla menta
  • wa/bla sukur = con/senza zucchero
  • Tajine = piatto preparato con le famose pentole in ceramica a cono. Ci sono varianti di carne e di sole verdure, perciò accertatevi che sia “vegetarian”
  • Asir limun = succo d’arancia
  • Bessara = puré di fave
  • Seksu bedawi = cous cous con verdure
  • Kennaria = stufato di cardi o carciofi (può contenere carne)

Passiamo alla parte per me più interessante: quella in cui mi “sacrifico” per provare alcuni RISTORANTI DEL LUOGO, in modo da raccogliere utili informazioni. 

  • Earth Café (vegan e vegetarian) a Marrakech: anche se i piatti non sono all’altezza di alcuni ristoranti vegani italiani, di questo luogo ho apprezzato la scelta di prodotti di stagione e la semplicità delle proposte sul menu, gli smoothies (assolutamente fantastico per il caldo quello con carota e zenzero), il luogo magico su più piani con divanetti, sale e salette dove trovare privacy, ma soprattutto il coraggio di avviare un’attività apertamente VEG in un luogo ancora culturalmente lontano da questo tipo di idea. http://www.earthcafemarrakech.com/earth cafè
  • Le Petit Beur: è un pittoresco localino (lascio parlare la foto che segue) nel centro moderno di Rabat. Arrivati, ho spiegato al signore cosa non mangio e voilà! Sono arrivati dei fantastici crostini con paté di olive, mentre ingannavamo il tempo aspettando cous cous e berberé di verdure.  http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293736-d779960-Reviews-Le_p_tit_beur_dar_Tagine-Rabat_Rabat_Sale_Zemmour_Zaer_Region.html cous cous marocco

petit beur

  • Café Souq (Marrakech): questo ristorante potrebbe sembrare un grattacielo in miniatura. Salirete un bel po’ di ripide scale prima di arrivare in cima. Una volta arrivati però il contesto è notevole; la terrazza in cima in cui si mangia è ben arredata, il servizio impeccabile, la musica di sottofondo non diventa mai troppo invadente. Ho scelto di cominciare la cena con una serie di antipasti tipici, che con mia grande sorpresa sono tutti già vegani: si piattini mono verdura con qualche spezia o erbetta. Le melanzane fantastiche! (e io non sono una particolare amante). Sono seguiti cous-cous alle 7 verdure accompagnato dal tipico brodo con ceci e l’harissa (“pesto” di peperoncini piccantissimo) che servono come condimento. Ho scelto di accompagnare il tutto ad una centirfuga: tutti gi ingredienti non li ricordo, ma il principale è la rapa rossa! Anche quest’ultima scelta si è rivelata assolutamente positiva :D  http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293734-d1760076-Reviews-Souk_Kafe-Marrakech_Marrakech_Tensift_El_Haouz_Region.html

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  •  Terrasse La Medersa: a pochi passi da uno dei monumenti storici e artistici più affascinanti di Marrakech! Qui ho assaggiato una classica tajine di verdure :smile:   Come suggerisce il nome, anche questa è una vera e propria terrazza con divanetti. http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293734-d2624890-Reviews-Terrasse_La_Medersa-Marrakech_Marrakech_Tensift_El_Haouz_Region.html

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  • Café Kessabine: situato nella piazza più importante di Marrakech (Jamaa el Fnaa), questo caffè ha una splendida terrazza da cui ammirare l’intera piazza, fulcro di attività durante il giorno e soprattutto durante la sera. Gli ingredienti freschissimi e la gentilezza del personale (con cui ho chiacchierato per un bel po’) mi hanno conquistata. Presa da quel languorino (post cena) della tarda serata, ho  mangiato un’insalata davvero ottima, che mi hanno portato insieme al pane tipico e a olive deliziose.   http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g293734-d6429685-Reviews-Cafe_Kessabine-Marrakech_Marrakech_Tensift_El_Haouz_Region.html

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  • Chez Fatima Berbere:  a differenza degli altri, questo è il locale tipico, fuori dal quale c’è un signore che decanta i cibi e la qualità dei pasti serviti. Beh io avevo solo voglia di provare un’harira (zuppa di lenticchie) e mi ci sono fiondata chiedendo se fosse preparata veg. Sono stata servita con pane, olive e questa zuppa  a prezzi davvero economici. :smile:  Il proprietario è molto  disponibile anche se volete fare un take away!

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Cosa ho portato in valigia con me:

  • un sacchetto di datteri freschi, uno di nocciole e uno di anacardi
  • un chilo di olive
  • curcuma e altre spezie
  • un foulard blu di Marrakech
  • una pentola di terracotta per farmi il tajine di verdure a casa
  • un piatto decorato per cous cous
  • qualche articolo per fare un qualche regalino facendo beneficenza [io sono andata da alcune cooperative a Marrakech: ]

Cos’altro dire … essendo un post di consigli “pratici” non ha senso dilungarsi nello spiegare quanto sia bello questo paese.

Una nota, visto che ho avuto occasione di parlarne poco tempo fa: So che molti saranno sensibili al tema animali: gli asini vengono utilizzati come mezzo di trasporto, ci sono moltissimi gatti randagi e i macellai macellano gli animali sul momento, oltre ad esporre le carcasse intere … la stessa cosa accedeva anni fa qui da noi, e in buona parte accade ancora, solo in modo più nascosto. Non ho assistito a scene particolarmente crudeli e non mi sento di dire nulla in proposito, considerato che in questo paese ci sono ancora moltissimi problemi di povertà (bambini per strada, mendicanti, condizioni spiacevoli per una buona fetta della popolazione). Piuttosto, può essere una buona idea dare qualche avanzo agli animali randagi e non sostenere il commercio in questo senso, in primis tramite un’alimentazione e acquisti sensati; prima di salire sull’aereo del ritorno, regalate gli spiccioli dei dirham a qualche mendicante (non ve li cambieranno essendo di valore esiguo e non potrete esportarli): oltre ad essere tradizione -soprattutto nel periodo del Ramadan- cambierete la giornata di qualcuno .. per noi sono l’equivalente di pochi euro, per qualcuno è una cena  :smile:

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Malta Veg on the road ;) (ossia, come si mangia vegan a Malta)

Sono tornata ormai da qualche settimana dal mio ultimo viaggio. Dopo le solite tristezze da “post-vacanza” lasciamo spazio alle considerazioni: non vi racconterò che il mare è bellissimo, che gli appassionati di arrampicata troveranno pane per i loro denti o degli innumerevoli siti archeologici. Visto che questo è un sito di ricette, vi parlo di come sopravvivere (o meglio, come tornare soddisfatti di quanto assaggiato) a Malta mangiando veg :)

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Punto 1. Quasi tutti capiscono cosa vuol dire “Hi, I’m vegan”. E già qui, rimango piacevolmente sorpresa … troppo spesso in Italia ricevo risposte come “ma il pesce lo mangi, no?” oppure “c’è solo un po’ di formaggio” … per non parlare dello splendido e ormai classico “ma cos’è sto vegano?“. Insomma, il voto è già positivo anche solo per la buona informazione media che, almeno io, ho riscontrato.

Punto 2. In qualsiasi mini market si trova latte di soia, e davvero molto spesso si trovano i mini brick alla vaniglia o al cioccolato. Non indispensabili ok, ma ugualmente una buona cosa. Tra le cose che ho portato a casa, c’era qualche barretta al cioccolato (“al finto latte” con soia, fondente senza zucchero ecc) a buon prezzo!

Punto 3. frutta -verdura- VERDURA – FRUTTA e ancora frutta e verdura OVUNQUE. Spopolano questi negozietti tipo fruttivendolo che da noi invece vanno scomparendo; hanno ottimi prezzi e buona qualità (credo di non aver mai mangiato così tante fragole in una giornata). Magari cercate di mangiare la frutta e la verdura di stagione e di produzione locale (hanno bellissime mele della val di Non, per esempio, che io compro praticamente a km zero quando sono a casa… perciò ho posticipato la voglia di mele al ritorno) :)

Punto 4. il pane -quello tipico a forma di ciambella delle panetterie, non degli hotel-non è davvero niente male e, inutile dirlo, è vegan. Oltretutto anche questo aveva prezzi davvero ottimi.

Punto 5. LA “MANIA” DEL MANGIARE HEATHY. se una parte di Malta rimane legata alla cucina tradizionale, fatta di carne di coniglio e compagnia bella, un’altra parte pare adorare la cucina salutare. Per esempio, troverete spesso SMOOTHIES (ossia frullati di sola frutta) a prezzi super convenienti. I recapiti del luogo in cui ho bevuto il mio smoothie da quasi mezzo litro li ho messi di seguito :) Quasi tutti i ristoranti hanno opzioni vegetariani, molti anche quelle vegan (o ve le prepareranno).

RISTORANTI – LOCALI ECC in CUI MANGIARE VEG A MALTA SENZA PROBLEMI

Ho voluto sperimentare per voi (Sì, è stato un sacrificio terribile mangiare a volontà per giorni!) come si mangia veg in diversi locali. Ve ne riporto qualcuno, nel caso vi interessasse ;) [vorrei sottolineare che ho ordinato dopo essermi presentata come normale cliente, e non con l’intento di scrivere un report sulla cucina veg a Malta). Ovviamente, qui potrei scrivere un poema, ma mi limiterò ad alcuni posti che mi hanno colpita.

  • Gugar – Hangout & Bar: questo simpatico locale nel cuore della Valletta è piccolino ma originalmente arredato. All’interno ci sono divanetti, libri e mobili creati con quello che a me è sembrato materiale di scarto. Bell’idea! La cucina è molto semplice, ma non per questo meno apprezzata; io ho ordinato un panino con burger di fagioli, verdure e germogli di soia, accompagnato da hummus, crostini e carote. Il burger era davvero molto saporito e l’hummus fatto a regola d’arte.  Quello che davvero ho apprezzato è stato l’utilizzo di prodotti tipici locali, come il pane (non so come si chiami esattamente, ma ha una forma a ciambella schiacciata nella sua forma intera). Un ulteriore lato positivo? porzioni abbondanti e costi adeguati :D

gugar

  • 22-Four alias Tad Dutch: uno approda a Gozo (una delle tre isole dell’arcipelago di Malta) e pensa: “Diavolo, qui ci son coste impervie, spiagge deserte, paesi piccolini… e io povero vegano cosa mai mangerò?” Credo che questa sia stata la meta che in assoluto mi ha soddisfatta maggiormente. Il ristorante a Qala che dà il titolo al paragrafo è una sorta di pub rifornito delle migliori birre olandesi, maltesi e persino del Belgio e curato da due fantastiche ragazze davvero molto intraprendenti.  Mireille, la cuoca, mi ha fatto quasi fare indigestione [e con me, non è facile!] :) dopo un antipasto con olive del posto aromatizzate e accostate a fichi, mi è arrivato un piatto enorme con associazioni di verdura, riso e qualche tocco di frutta, che “tradiva” la provenienza nordica (danese, per la precisione, da cui il nome del locale), ma anche studi più “orientali”, come si poteva comprendere dal grandioso uso delle spezie. Katia invece si occupa più della parte inerente il bar; ci ha quindi illustrato le birre e -da buona maltese- alcuni segreti sull’isola. Vorrei sottolineare che questo locale non ha un vero e proprio menu (o piatti nel menu) veg, ma di fronte alla mia richiesta ha comunque dato il meglio. Questo dovrebbe insegnarci che qualche volta … basta chiedere! :D

tad dutch

  • Sempre in quel di Gozo, per la precisione nel paese di Nadur, si trovano ottime panetterie: nella foto che vedete qui sotto, c’è uno degli acquisti alimentari migliori della vacanza … un pane dolce aromatizzato. Inutile dirlo forse, ma, se fossi stata ancora più golosa, ci sarebbero state anche dell ottime pizze vegan fatte sul momento.

Persino nella piccola isola di Comino, troverete opzioni veg offerte dai venditori sulla spiaggia a cui approdano le barche :D

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  • Grassy Hopper: questo take away nel pieno centro della capitale di Malta è stata un bella sorpresa ;) smoothie di tanti tipi e anche personalizzabili, torte veg fatte il giorno stesso, burger e insalate … Il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente visto che persino le cannucce sono biodegradabili! Io ho scelto un frullato ENORME con frutti di bosco, fragole e banana ma è stata dura limitarsi a quello! Poi -vista l’ora di colazione- sono seguite una torta alle carote e un pancake alla banana. Ho pagato in tutto 6-7 euro, che non è tanto tenuto conto delle dimensioni dello smoothie. La ragazza che mi ha servito è inoltre stata disponibilissima nello spiegarmi cosa ci fosse nel menu. Per chi volesse qualche ulteriore informazione, il loro sito web è questo www.thegrassyhopper.com. Decisamente approvato! ;)

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  • Soul Food: sfortunatamente questo recente locale aperto alla Valletta era chiuso quando ci sono passata io :( in ogni caso, ho pensato di aggiungerlo alla lista perché ho contattato il proprietario, il quale mi ha assicurato la presenza di menu vegetariani e vegani (comprensivi del dolce). Cosa dire, io che sono un’appassionata della cucina applicata ai dessert, non posso che dirvi di provare! Già il fatto che li propongano mi pare un buon inizio :D
  • Per qualsiasi dubbio, comunque, esiste un gruppo su facebook che si chiama Vegan Malta. Sono solo agli inizi, ma disponibilissimi a qualsiasi aiuto sul tema ;) Mi hanno consigliato alcuni posti niente male! Il loro sito (http://veganmalta.eu/ ) comprende una mappa di posti “veg” e alcune riflessioni importanti. Bravi!

COSA HO MESSO NELLA VALIGIA PER IL RITORNO:

  • un vasetto pomodori secchi di Gozo
  • olive e capperi maltesi a volontà (scriverò a breve una ricetta nella quali li ho impiegati) comperate al mercato di Marsaxlokk
  • il dolce tipico, che sembra torrrone ma non è! e viene venduto anche in piccole confezioni ai mercati.
  • cioccolata vegan (non era proprio maltese, ma oh, l’ho trovata a buon prezzo :P)
  • un vino bianco tipico della zona
  • una forma di pane maltese (ovviamente consumato il giorno stesso e quello successivo)

In definitiva … mi pare ci sia da stare tranquilli :) ci saranno sicuramente molti altri locali validi come questi, tanto vale lanciarsi all’avventura! Per me è stata di certo un’esperienza positiva.

Buon viaggio a chi parte e buon appetito! :D

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Colazione super!

Voi che cosa mangiate a colazione? io di solito frutta fresca, frutta secca e/o cereali :)

Quando non ho troppa fretta mi preparo una bella spremuta ACE con:

  • un pompelmo
  • qualche arancia rossa
  • qualche mandarino
  • una carota

Per prepararla, a parte lo spremiagrumi, vi serve un bel tritatutto per la carota: dopo averla ridotta in pezzettini molto piccoli, aggiungete un po’ d’acqua e continuate a tritare in modo da ridurla in poltiglia. Aggiungetela agli agrumi spremuti e mescolate bene. Già fatto ;) bevetela subito e vedrete che il caffè non regge nemmeno lontanamente il confronto :D

spremuta

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