Bastoncini di finto pesce ;)

"Un giorno ci toccherà morire Snoopy" 
"Certo Charlie Brown, però gli altri giorni no!"

So che con questa ricetta attirerò le ire degli amanti del pesce perché “non si può chiamare ‘sta cosa pesce” e anche di qualcuno tra chi mangia vegetale perché “non dobbiamo trovare sempre il sostituto delle cose”.  Certo, avete ragione tutti, ma a me piaceva il nome così e non me ne venivano altri, quindi se avete proposte migliori sono ben accette.

Siccome sono un genio del male, ho pure perso la ricetta con le dosi precise e gli ingredienti esatti. Nell’attesa di un ritrovamento, la provo a riscrivere – perdonate la scarsa precisione nell’indicazione delle dosi (è anche vero che in questa ricetta, non è fondamentale essere così precisi nelle quantità).

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Ingredienti:

  • tofu (quello solido, non silk) con un panetto da 200 gr ne abbiamo per 2 persone
  • alga kombu
  • alga wakame
  • farina di ceci
  • pan grattato
  • sale
  • olio e.v.o.
  • salsa di soia
  • peperoncino  (opzionale)
  • pepe
  • prezzemolo
  • salvia
  • aglio (opzionale)

Cominciate tagliando a fette spesse il tofu: le fette saranno quelle usate per i bastoncini perciò non esagerate, ma attenzione a non lasciarle troppo fine. perché altrimenti si romperanno. Fatele bollire in un pentolino con acqua (in alternativa va bene anche brodo vegetale se ne avete, verranno più saporiti).

Una volta bollite le fettine per 5-10 minuti, scolate e lasciate raffreddare. Preparate un composto con olio, salsa di soia, pezzettini di alghe, pepe, prezzemolo, salvia e, se vi piacciono, un pizzico di peperoncino e uno spicchio d’aglio schiacciato. Il tofu va lasciato a marinare bagnato da questo composto per almeno mezzora, ma se avete più tempo tanto meglio :)

A questo punto, create una pastella con farina di ceci, acqua, sale e un trito di alghe, prezzemolo e salvia. Deve essere abbastanza densa da non colare via troppo dai bastoncini quando li immergeremo. Passateli dunque tutti in questo composto e rotolateli subito nel pan grattato. A questo punto, passateli in padella (dove avrete scaldato un filo d’olio). Girateli spesso durante la cottura perché non si brucino.

Al termine della cottura, metteteli in un piatto e asciugate con uno scottex l’olio in eccesso sui bastoncini.

Io ho servito con patate al forno con rosmarino e ceci conditi con il liquido della marinatura del tofu (come vedete qui sotto!) .

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Un salto a Firenze

Come molti di voi sanno, mi piace scrivere qualche indicazione per chi si reca in giro nel mondo; purtroppo, non ho la possibilità di viaggiare spesso, ma quando lo faccio svolgo accurate ricerche per non essere in difficoltà nel cercare un pranzo, una cena o una colazione, oppure per non perdermi alcune eccellenze nel nostro ambito culinario.

Scrivo due righe e qualche informazione anche su Firenze, in modo che, se qualcuno dovesse andarci, non partirà proprio da zero, come è successo a me.

Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa in generale e, nonostante mi sia imbattuta nella chiusura di alcuni locali vegani di cui avevo sentito parlare (Panino Vegano, Miso di Riso ecc.), sono ancora molte le possibilità a disposizione (e sono sicura di non aver certamente conosciuto il 100% delle offerte).

Dunque, mi concentrerò sul centro storico, perché è lì che sono stata e lì che spesso i turisti si trovano. La mia permanenza è stata brevissima, quindi ho testato personalmente ben poco (sigh!)

Cominciamo con i ristoranti veri e propri.

Il mio voto 10 va a LA RACCOLTA in via Leopardi 2r, in zona centro-est ad appena dieci minuti da Santa Croce.  Questo ristorantino ha un personale molto variegato, dalla signora con gli occhiali che consiglia gli acquisti bio, ai camerieri sempre sorridenti e disponibili, ai cuochi -alcuni di provenienza estera (e guardate, questo è un incredibile valore aggiunto) che mi hanno illustrato pazientemente alcuni piatti. Potete vedere chi sono sul loro sito.

Il ristorante si definisce “vegetariano”, ma quando ci sono stata tutto il menu era vegan. Ho avuto l’incredibile fortuna di capitare un giovedì sera in cui proponevano una sorta di all you can eat a circa 20€ (esclusi vino e dolce). Per runa come me, che ama qualità quanto quantità, è stato quasi un miraggio! Ho assaggiato pane fatto in casa, un orzetto caldo, riso rosso con verdure, burger con semi e zucca, involtini di radicchio, finocchi gratinati, vellutate di zucca e porri, insalata di puntarelle marinate, tortini con zucca al forno e cecina alle verdure, delle fantastiche salsine, una davvero sorprendente alla rapa rossa. Un plauso a delle patate al forno da standing ovation, non so chi sia l’autore ma sono fantastiche. Ho anche provato una cheesecake con composta ai frutti di bosco. E’ stato davvero un piacere poi, mangiare circondata da persone di ogni età.

Il ristorante propone anche colazioni, con cornetti biologici vegani artigianali, pause pranzo e naturalmente cene, oltre ad un negozietto bio fornitissimo, dove ho trovato le sottilette Vio life che trovate fotografate in fondo.

raccolta

www.laraccolta .it

Un altra proposta vegan è LE FATE, in via San Zanobi, vicino all’orto botanico in zona nord ovest. Purtroppo sono stata un po’ sfortunata e capitata a pranzo, quando il locale era vuoto, un po’ freddino e le proposte limitate. Per la cena hanno un menu astrale che sembra molto più convincente. Ho assaggiato cecina con broccoli, sformato di riso alle mandorle e radicchio, una sorta di cotoletta in straccetti con sugo al pomodoro, e una crema catalana al limone e cioccolato.m Il cameriere è stato molto gentile, il vino invece è da rivedere :O

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Altri ristoranti vegani (o vegetariani con molte opzioni vegan) sono:

  • Il VEGETARIANO, in via delle Ruote 30 (stessa zona del ristorante Le Fate)
  • DOLCE VEGAN, Via San Gallo (stessa zona del ristorante Le Fate), in cui non sono stata perché sta cambiando gestione.
  • CREPAPELLE, Via Giampaolo Orsini 55 (a sud est, circa a mezzora da Ponte Vecchio a piedi), che non ho scelto perché un po’ fuori mano, ma che mi sembra opportuno citare per la produzione di crepes vegane.
  • SILVANA FOOD PASSION (forse momentaneamente chiuso?)
  • GIUMELLA, Via Lorenzo di Credi 12, Vicino alla Stazione Campo di Marte.
  • BRAC, vegetariano vegan, Via dei Vagellai 18r (in centro, vicino agli Uffizi)

Ho poi voluto provare qualcosa di alternativo ed etnico, un ristorante libanese! Parlo della VALLE DEI CEDRI, in Borgo Santa Croce 11, proprio vicino alla Chiesa omonima e al centro. Oltre a prezzi modici, questo ristornate offre molte possibilità vegane tra cui un fantastico hummus di ceci, o accostato a fave, falafel con salsa, Babagannouge, ossia crema di melanzane , Foul, insalata di fave nere, diverse insalate senza yogurt, riso con lenticchie e Boulghur. La cameriera è stata molto gentile nello spiegarmi i diversi piatti e anche nel fare quattro chiacchier, l’atmosfera tipica vale la pena.

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http://www.valledeicedri.com/menu.html

Per quanto riguarda lo street food, mi sento di consigliare le diverse focaccerie/forni tra cui quella in piazza San Marco e la fantastica FOCACCERIA ALL’ANTICO VINAIO: guardate, un vegano qui sembra abbia poco a che fare, e invece poi il personale è stato davvero incredibilmente cortese nell’assicurarsi che nella focaccia non ci fosse strutto o latte, e di riempirla con ogni ben di dio vegetale che avevano (5€, tutti gli ingredienti che si desiderano – nel mio caso, melanzane, zucchine grigliate, carciofini, pomodori, rucola, olio e.v.o.).

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Passiamo alle colazioni. Fortunatamente in qualsiasi bar del centro ormai c’è latte di soia, spesso anche dei cornetti vegani, molti hanno il marchio VeganOk esposto. Ho provato per voi La pasticceria Gualtieri  che è anche gluten free, in Via Senese a 13 minuti da Palazzo Pitti dopo la porta romana, dove ho gustato un Maritozzo e un cappuccino, il bar Vivaldi per una colazione o merenda prima di affrontare la salita a piazzale Michelangelo, il bar Tre merli in zona Santa Croce e l’Oriental Café in Via della Condotta in centro, ma solo per fare alcuni esempi.

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Per finire, cosa mi sono comprata da portare a casa? Qualche prodotto che a Trento non si trova dal supermercato bio della Raccolta, focaccia e cioccolata fondente all’olio extra vergine d’oliva, prodotta a Firenze e acquistata nel market di lusso Pegna in centro.

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Che dire, molto molto molto meglio del vecchio Lampredotto! :)

 

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Vellutata raw di cetrioli

"Speciale è chi ascolta le tue paure e le trasforma in coraggio".  Nmarghe Niki

Dopo le feste, mi sono decisa a pubblicare questa ricetta che rappresenta forse il massimo del “light” in cucina ;) E’ facile e veloce da preparare ed è perfetta anche l’estate perché freschissima!

Ingredienti (per due porzioni molto abbondanti):
  • 350 gr di cetrioli circa (corrispondono a due cetrioli di media grandezza)
  • 220 gr di avocado (cioè 1 avocado)
  • 40 gr di semi tritati (oppure pane raffermo tritato)
  • sale
  • brodo vegetale
  • 1 succhina
  • 1 cetriolo
  • pomodorini
  • una manciata di semi di sesamo e lino
  • qualche foglia di alga kombu
  • olio e.v.o.

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Ora viene il bello: tritate il cetriolo con l’avocado, i semi tritati (o il pane) e il sale. Poi aggiungete il brodo gradatamente fino a raggiungere una bella consistenza cremosa.

Tagliate i pomodorini, la zucchina e il cetriolo in pezzi piccoli; poi tritate i semi di lino e di sesamo con le foglie d’alga e un po’ di sale.

Impiattate la vellutata fredda di cetrioli e avocado e decoratela con la dadolata di verdure e il composto di semi e alga tritati. Completate con un filo d’olio.

NB: per una miglior conservazione della vellutata, aggiungete un po’ di limone al trito di cetrioli e avocado (così si conserverà più a lungo in frigo senza annerire).

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Malaga e Costa del Sol – cosa si trova di VEG

Piano piano mi sono decisa a scrivere questo benedetto articolo :)

Non pretendo di essere esaustiva, ma certamente, visitando queste zone, potrete avere qualche suggerimento in più sul cibo veg. Io ribadisco la mia opinione per cui OVUNQUE, con le dovute accortezze e informazioni e cercando di comunicare, si può mangiare vegano e restare anche fedeli ai prodotti tipici locali.

Il mio viaggio si è diviso principalmente tra Marbella e Malaga … alla faccia della corrida! a Malaga ci sono almeno 4 ristoranti vegetariani con opzioni veg :)

Marbella

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El Estrecho – mi sono “limitata a provare qualche tapas”, in particolare una en salata de pimiento asado (peperoni grigliati e insaporiti) e un salmorejo (cioè il gazpacho tipico della zona, ho specificato che fosse senza uova e carne perché di solito li mettono come decorazione)

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Proprio vicino a dove dormivo, c’era un fantastico negozio di alimentari bio (con moltissime alternative vegan); come vedrete nella foto sotto, ho acquistato, tra le altre cose, del cioccolato e succo di cocco e di mandorla. Ho fotografato anche il contenitore del succo di cocco, perchè mi ha fatto troppo ridere! c’è scritto, in inglese “mai, mai e poi mai da concentrato – contiene potassio (non facciamo le cose a random!) – non è grasso (il che significa bikini friendly) ”  :smile:  Il negozio si chiama “BioNatura” e l’indirizzo esatto è: Felix Rodrí­guez de la Fuente. Edf. Berrocal, Marbella, Spain (vicino c’è anche un ristorante della catena di cucina thailandese PadThai con opzioni veg).

Come potrete constatare anche voi, esistono molti posti in cui lo spuntino per eccellenza è pane a cui si accompagna una salsa di pomodoro, olio extra vergine di oliva e sale. Costa pochissimo, è una cosa che li mangiano tutti ed è veg. Ci sono diversi tipi di pane, tra cui i bollitos (li vedete nella foto sotto). A Marbella li ho mangiati, per esempio, sulla via principale a La Ribera e anche a El Churros Paraquesol.

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A proposito di churros! Sono un dolce tipico fritto dalla forma allungata, che viene mangiato da solo o con la cioccolata calda. Dopo un po’ mi sono decisa a chiedere gli ingredienti: solo acqua e farina, eventualmente sale. Pensavo grondassero burro e uova e invece no… certo non sono la cosa più sana del mondo essendo fritti in olio, però non contengono derivati animali. Nulla vieta comunque di chiedere conferma :)

Nelle diverse taperie, cioè i ristoranti che fanno queste piccole porzioni a pochi € l’una, trovate diverse opzioni veg. fate attenzione però che in alcune può esserci yogurt e formaggio e non viene indicato. Alcuni esempi sono: guacamole (che conosciamo tutti, trovate anche la ricetta su questo sito), gazpacho (fondamentalmente una zuppa fredda di pomodoro, eventualmente con pane), pimientos asados (i peperoni grigliati appunto), champiniones ajilo (cioè funghi con aglio), patatas bravas (attenzione alle salse tipo maionese, le mettono sempre sopra!), patatas alioli ecc.

tapas

 Malaga

Qui ho SEMPRE mangiato in posti veg!

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El piano; è un grazioso ristorantino che fa anche take away, molto semplice con pochi tavolini. Mi ha servita una signora di una certa età disponibilissima. Ottimi dolci veg che rispettano la tradizione spagnola e diversi piatti, spesso cambiano di giorno in giorno, tutti VEGAN . Menu del giorno con gazpacho, 4 tapas a scelta, dolce e bibita a 10 €! decisamente conveniente! Il dolce era davvero ottimo (e lo sapete che io sono difficile con i dolci!): una sorta di tortino di carote e mandorle.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d2489546-Reviews-EL_Piano-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

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Vegetarian El Calafate; quando ci sono stata era pieno con un uovo! però ho aspettato  e … ne è valsa la pena. La qualità è quella di un ristorante spagnolo standard: ho preso un gazpacho, dei tacos con riso, verdure e salsa piccante e un caffè macchiato con latte di soia (ehm, ecco per loro il macchiato  il nostro caffelatte, sappiatelo!) . Il coperto includeva anche del pane. Totale: poco meno di 13€ con la bibita! Le porzioni sono standard e non in modalità tapas, non ho preso il dolce perchè quel giorno erano finiti. Comunque super promosso! :)

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1746451-Reviews-Vegetarian_El_Calafate-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andalucia.html

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El Vegetariano de la Alcazabilla; come dice il nome, questo ritorantino è situato proprio sotto la Alcazaba e secondo me la cena nei tavolini esterni, soprattutto in estate è il top. Anche qui il prezzo è di poco superiore ai 10€ con la bibita e per me è stato un piatto con diversi assaggi vegan, molto sostanzioso e vario: dalle polpette di tofu alla paella vegana, dal mini spiedino di seitan aromatizzato, all’insalata mista cruda.

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187438-d1755919-Reviews-El_Vegetariano_de_la_Alcazabilla-Malaga_Costa_del_Sol_Province_of_Malaga_Andaluci.html

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Mercato di Malaga; mi sono alzata quasi all’alba per andarci … all’alba rispetto all’apertura degli altri posti naturalmente :) qui si trovano – oltre all’ottima frutta e verdura che gi´conosciamo- un sacco di frutti che da noi sono poco diffusi. Un esempio è la chirimoyas, ricca di vitamine A, B1, B2, C, proteine, potassio, calcio, ferro e fosforo e che, a quanto pare, risulta utile in caso di problemi cardiovascolari, ipertensione, colesterolo alto e anemia. Il sapore ricorda molto la vaniglia; a casa, tolti i semi, l’ho mangiata al naturale e anche frullata con qualche cucchiaino di cacao amaro! Ottima! Qui sotto la potete vedere appena comprata e anche preparata al cioccolato.

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Rapido formaggio di Lupini

"Meravigliarsi di tutto è il primo passo della ragione verso la scoperta". L. Pasteur

Perché i lupini? Viene da chiederselo, visto che non si trovano in tutti i supermercati. Vi espongo le mie ragioni:

  1.  sono economici; con pochi euro comprate una confezione di buona qualità e ci fate due o tre formaggini come questo.
  2. 36,71 g di proteine per 100 gr. Cioè: una bistecca ne fa circa 26. Non dico altro.
  3. zero zuccheri
  4. zero colesterolo (aiutano ad abbassare quello cattivo e sono un alleato contro l’ipertensione)
  5. aiutano la digestione e la metabolizzazione dei grassi
  6. sono ricchi di vitamine, omega 3 e 6(Fonte: http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/lupini-proprieta/)
  7. si trovano in modo abbastanza facile (contro quello che si crede). Ormai quasi tutti i supermercati che non siano il pane-latte di paese li hanno, vicino alle verdure o alla frutta secca.

Come ormai ben sapete, prediligo le ricette che garantiscano un rapido risultato massimizzando il gusto. Ci ho messo un po’ prima di capire che questo formaggio vegetale raggiungeva la sua versione migliore limitando gli ingredienti. E quindi, dopo numerosi tentativi e dopo aver “studiato” le ricette che già erano online, ecco qui la mia versione.

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Ingredienti (per un formaggino fatto con un coppapasta di medie dimensioni, circa 10 cm di diametro):

  • 150 gr di lupini
  • sale (poco pochissimo)
  • 10 gr di olio e.v.o.
  • 40 gr. di acqua
  • un paio di rametti di prezzemolo fresco

Cominciate tritando il prezzemolo. Poi, mettete i lupini (a cui avrete tolto la buccia – sì, è un po’ seccante, ma dopo questo è tutto in discesa) in un mixer e tritate finché non sono ridotti ai minimi livelli. Poi aggiungete olio, acqua e sale. Ribadisco: poco sale, i lupini ne hanno già di loro perché sono in salamoia. Continuate a tritare per un pochino.

Una volta che il composto è omogeneo, mettete il coppapasta sopra un foglio di carta forno in una teglia (se non avete un coppapasta usate pure una formina dei muffin, anche se poi risulta più ardua estrarlo). Ungete di olio il coppapasta internamente (o la formina). Inserite il composto e cuocete in forno a 150° per circa 15 minuti. Questa parte serve principalmente a levare l’acqua di troppo.

Estraete e sformate su un piatto decorando con prezzemolo fresco e paprika. Semplice ma lo adoro:)

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La Cheesecake di Terry

"Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamento niente, sostituisce lo sguardo dell'essere umano." P. Coelho

Quando ho ospiti (o sono ospite), ho spesso idee e nuove spinte in cucina .. forse perchè pensare ai destinatari delle mie preparazioni è uno stimolo in più.

Per fare questa tortina basta poco: forse solo la fatica di cercare il tofu silk (ma ormai c’è quasi sempre nei negozi bio e a volte anche in quelli etnici) e la panna di soia da montare per dolci… per il resto, lo sciroppo di riso si può sostituire con quello di agave.

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Ingredienti:

  • 100 gr. di biscotti secchi vegan (tipo grancereale); rende il sapore più interessante aggiungere alcuni frollini al cioccolato
  • 40 gr. di burro di cacao (sostituibile con un altro tipo di burro vegetale)
  • 2 cucchiaini di sciroppo di riso
  • 250 gr. di tofu vellutato (silken tofu)
  • 270 gr. di yogurt di soia bianco senza zucchero
  • 30 gr. di sciroppo di agave
  • 250 gr. di panna di soia da montare (per dolci, tendenzialmente è già zuccherata)
  • 40 gr. di cioccolato fondente

Cominciate tritando i biscotti fino a ridurli in polvere (o pezzettini molto piccoli), poi unite lo sciroppo di riso e il burro di cacao sciolto a bagno maria. Schiacciate questa specie di granella sul fondo dei coppapasta o della tortiera a cerniera (foderate con carta forno, in modo da rendere più agevole l’estrazione) e lasciate in frigo.

Frullate il tofu vellutato con lo yogurt e lo sciroppo di agave, poi incorporate questo composto con la panna già montata.

Fate sciogliere il cioccolato fondente e poi unitelo alla crema.

Infine, disponete il tutto sopra la base che avevate lasciato in frigo e, una volta livellato bene il composto, rimettete in frigo (o freezer se avete poco tempo; in questo caso ricordate di toglierla da lì in tempo per servirla in modo che non sia ghiacciata).

Servite con una spolverata di cacao amaro :)

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Crema raw spalmabile di anacardi e germogli

"Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dall'abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà la vita credendosi stupido". A. Einstein

Qualcuno di voi ha provato a coltivare i germogli? a Natale mi è stato regalato un germogliatore (che altro non è che una sorta di griglia in cui mettere i semi e dell’acqua che va cambiata/aggiunta un paio di volte al giorno), ma si può usare anche del materiale che si ha normalmente in casa per far germogliare i semi, come un piatto ;)

A questo link ad esempio, trovate degli utili consigli: http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/9734-germogli-fai-da-te-germogliatore

Oltre ad essere facili da coltivare, i germogli sono molto ricchi di vitamine e sali minerali!

… e se ci sono riuscita io che ho una sorta di pollice nero, ce la potete fare anche voi!

Preparare questa crema o formaggino raw spalmabile è facilissimo! Ed è anche un modo diverso per utilizzare i germogli :)

 

Questo non è uno dei formaggi vegan particolarmente simili a quelli animali, ma ci sono così tante alternative valide da provare! Vediamo come si fa …

Ingredienti:

  • anacardi
  • germogli di alfa alfa (io ho coltivato questi, ma potete provare anche con quelli di un altro tipo)
  • sale
  • acqua

Lasciate gli anacardi – mi raccomando, non tostati ma al naturale- in ammollo per una notte, poi tritateli il più finemente possibile. Aggiungete i germogli, il sale e un goccino d’acqua, poi continuate a tritare. L’acqua va aggiunta poco a poco in modo da ottenere qualcosa di più simile possibile ad una crema, senza che diventi eccessivamente liquido.

Le dosi sono a piacere data la semplicità estrema della ricetta, ma consiglio di mettere almeno il triplo in peso degli anacardi rispetto ai germogli.

 

formaggio germogli

E visto visto che sono sempre alla ricerca di nuove idee per prepararmi insalate gustose … perché non utilizzare i germogli? in questa che vedete sotto, ci sono zucchine crude, rucola, semi di sesamo, germogli di alfa alfa, mandorle, olio, sale, succo di limone e un pizzico di paprika :)

insalata germogli

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Grissini senza lievito

"Il bisogno di certezza è sempre stato più forte del bisogno di verità." Gustave Le Bon

Come probabilmente ormai sapete, tutto ciò che è pane mi mette una certa apprensione, o ansia da prestazione. Questi grissini sono una bomba, fantastici e facilissimi da preparare.

Se siete a corto di pane e tempo fanno al caso vostro, perché -non avendo lievito- sono pronti in massimo un’oretta (se siete lentissimi a mettere insieme gli ingredienti).

Le dosi indicate sono per dieci grissini scarsi, quelli che io di solito preparo per accompagnare un pasto; vi avverto però: finiranno subito, quindi se avete tanti commensali (o pochi e golosi), raddoppiate o triplicate. Non so dire molto su quanto si conservino perché qui non hanno mai superato le 3-4 ore di vita.

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Ingredienti:

  • 150 gr di farina 1
  • 40 gr scarsi di acqua
  • 20 gr di olio di semi
  • 20 gr di olio e.v.o.
  • sale

Dopo aver pesato la farina, aggiungete il sale e poi gli ingredienti liquidi. Impastate fino ad ottenere una palla: non serve insistere troppo, una volta che il composto è omogeneo vi potete fermare.

Formate delle piccole palline, il più omogenee possibile per peso e stendetele a grissino e cuocete per 20-25 minuti a 200° (attenzione a tenerli controllati).

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Cheesecake bigusto al cioccolato e yogurt

"Immortale è chi accetta l'istante". Cesare Pavese

La cheesecake -soprattutto quella vegan- è certamente più laboriosa e costosa rispetto ad altre torte. Oltre a richiedere particolare cura negli ingredienti, prevede anche una certa attenzione nella “posa” degli strati e nella decorazione.

Ecco perchè mi piace l’idea di crearne nuove versioni sempre più specifiche e elaborate. Questa, in particolare, riprende la frutta secca in tutti i suoi strati (nocciole nella base e nel primo strato, mandorle nell’ultimo) e cerca di mantenere una nota di freschezza con lo yogurt e la frutta fresca decorativa. Bene, dopo tutta questa pappardella, ne approfitto del mio compleanno tra pochi giorni  per pubblicarla e vado a spiegarvi come l’ho preparata :)

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Premetto che le dosi sono per una tortiera di medie dimensioni (21 cm di diametro o poco più); questo perchè preparo più spesso le torte per la famiglia o per un ristretto gruppo e quindi preferisco limitare gli ingredienti … e gli sprechi!

Ingredienti:

per la base

  • 110 gr di biscotti secchi senza derivati animali, ormai se ne trovano ovunque di qualsiasi marca
  • 25 gr di nocciole
  • 40 gr di burro vegetale (o olio di semi, ma se fate questa scelta, aggiungetene poco alla volta e verificate la consistenza)

per lo strato al gianduia

  • 50 gr di cioccolato al gianduia senza latte (oppure di cioccolato fondente e nocciole)
  • 100 gr di panna vegetale, da montare per dolci
  • 55 gr di sciroppo d’agave
  • 180 gr di yogurt bianco di soia senza zucchero
  • 200 gr di tofu vellutato
  • 35 gr di maizena

per lo strato allo yogurt

  • 150 gr di yogurt di soia alle mandorle (io ne ho usato uno senza zucchero e con un ottimo gusto amaro alla mandorla; in alternativa potete usare uno yogurt bianco non zuccherato e aggiungervi delle mandorle tritate molto finemente)
  • 50 gr di sciroppo d’agave
  • 50 gr di panna di soia da montare per dolci
  • 15 gr di zucchero

Cominciate preparando la base: tritate nocciole e biscotti molto finemente, aggiungete il burro e amalgamate bene. Schiacciate il composto sulla base di una tortiera a cerniera, il cui fondo sarà stato coperto di carta forno. Se i posso dare un consiglio, cominciate con un cucchiaio, ma completate con le mani, che funzionano molto meglio per questo compito! A questo punto, livellate bene lo strato in modo che sia uniforme e mettete in freezer.

Passate al primo strato, tritando finemente il cioccolato al gianduia (o quello fondente più nocciole) e unitelo agli altri ingredienti, cioè panna, sciroppo d’agave, yogurt, tofu e maizena. Aiutatevi con un mixer in modo che sia uniforme e versatelo nella tortiera livellando bene. Mettete in frigo.

Per l’ultimo strato, stesso procedimento: amalgamate bene tutti gli ingredienti (yogurt, sciroppo, panna e zucchero) e versatelo nell tortiera livellando.

Accendete il forno a 180° e, quando ha raggiunto la temperatura, infornate per 20 minuti e poi per altri 20 abbassando a 160°.

Ho decorato con frutta di stagione (ribes rosso e bianco appena colto, pesche e fragoline) e con qualche foglia di menta e fiore del giardino. Come vedete qui sotto, si possono fare anche delle mini porzioni con l’aiuto di alcuni coppa pasta.

Buoni esperimenti in cucina! :)

Cheesecake mini

 

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Torta di Rose Veg!

"Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto." Thomas Jefferson

Alla fine ce l’ho fatta: probabilmente è ancora da migliorare, ma è una torta di rose vegana e cioccolatosa, come piace a me.

La versione tradizionale è un merito di mia mamma, che la faceva veramente spesso: adesso la faremo ancora, con qualche modifica  :smile:

Come vedete, non c’è margarina. La versione originale è molto burrosa, ma ho voluto evitare questo ingrediente, pur restando fedele al risultato, vediamo se vi piace!

Ingredienti:

  • 350 gr. di farina 1
  • 25 gr di lievito di birra fresco (quello in cubetti che si tiene in frigo)
  • 200 gr. di latte vegetale
  • 4 cucchiai di olio di semi di girasole
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • qualche pezzo di buccia di limone o arancia tritato
  • sale
  • ulteriore eventuale zucchero o sciroppo di riso
  • qualche cucchiaio abbondante di burro di cocco in stato semi-solido (non ancora sciolto ma morbido!)
  • 70 gr di cioccolata al gianduia con nocciole senza latte (oppure cioccolata fondente con qualche nocciola)

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Cominciate con lo scaldare leggermente il latte, in modo che sia tiepido ma NON troppo caldo e sciogliete lentamente con l’uso di una forchetta il lievito.

In una ciotola, pesate la farina e lo zucchero con la buccia tritata e mescolateli; poi aggiungete olio, sale, e il composto di latte.

Impastate finchè non risulta una palla: dovrà essere omogenea nell’aspetto, e non ci vorranno  più di due minuti. Sarà un pochino appiccicosa, va bene così!

A questo punto, coprite la ciotola con un panno e lasciate l’impasto a lievitare in un posto riparato per circa un’ora. Trascorso questo tempo, con l’aiuto di un po’ di farina, stendete la pasta formando un rettangolo con la base, rivolta verso di voi, più alta rispetto all’altezza.

Tritate la cioccolata molto finemente  cominciate a cospargere la striscia di burro di cocco; poi mettete anche la cioccolata e lo sciroppo di riso/dello zucchero di canna.

A questo punto, cominciate ad arrotolare una base del rettangolo verso l’altra, in modo molto delicato e facendo attenzione a non romperla. Foderate una tortiera a cerniera con della carta forno e cominciate a tagliare dei tronchetti. Per ogni tronchetto, chiudete uno dei lati sigillando con la pasta, in modo che non esca il ripieno.

Disponeteli nella tortiera e mettete di nuovo a lievitare un’ora.

Accendete il forno a 180° e, solo una volta che sarà caldo, inserite la torta e cuocetela per mezzora.

Una volta cotta, spolveratela di cacao e … assaggiate :)

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